Jimmy Villotti Trio, un grande ritorno alla Cantina martedì 15 gennaio

Jimmy Villotti Trio, un grande ritorno alla Cantina martedì 15 gennaio

Musicista geniale, Jimmy Villotti ha attraversato trent’anni di musica senza subire nessun tipo di costrizione e proprio la scelta “assoluta” del jazz l’ha allontanato dai circuiti più commerciali. Negli ultimi dieci anni, ha scritto anche libri, nei quali ha raccontato se stesso e la sua Bologna. Il terzultimo, dall’originale titolo “Oringhen” – tipico intercalare di un personaggio del libro – si fregia delle illustrazioni di Sergio Staino e racconta l’arte del vivere la notte, del passare da locale a bar, da dancing a cortile, fino alle sale biliardi, sotto la spinta della spensieratezza, della voglia di ridere, della naturale comicità che scaturiva dagli incontri con i protagonisti del mondo della musica a Bologna negli anni ’60.

 

Per capire un personaggio come Jimmy Villotti occorre ascoltarlo dal vivo, sentirlo raccontare i suoi aneddoti di una vita come sideman, al fianco del meglio della musica italiana degli anni ’60 e ’70, quando i musicisti, eterni zingari a bordo di un treno, americanizzavano il proprio nome per sentirsi “fighi”… il problema è che “fighi” lo erano e lo sono veramente!  Jimmy è un nostro adoratissimo ospite: artista poliedrico conosciuto ai più per una canzone dedicatagli dal grande Paolo Conte, ma dagli amanti del jazz per i suoi sforzi perfettamente riusciti di perfezionismo tecnico.
Jimmy ha prestato la sua chitarra a Dalla e Guccini, a Morandi e alla Vanoni, agli Stadio e dal ’81 al ’91 è stato al fianco di Paolo Conte. Poi ha scelto la carriera solista buttandosi nel jazz, ma scrivendo anche numerosi libri, che trattano di musica e di vita di musicisti in maniera ironica e smaliziata.

Lo accompagna da sempre alla Cantina Paolo Mozzoni, fedele compagno di suoni e avventure (anche quella in mezzo alla neve proprio da noi). Paolo è l’energia musicale fatta persona: quando suona, è una cosa unica con la sua batteria e i suoi compagni di viaggio. Tantissime anche per lui le collaborazioni importanti: Hengel Gualdi, Teo Ciavarella, Flaco Biondini, Stefano Calzolari.

Per la prima volta con loro il contrabbassista Mirko Scarcia che fa parte della Union Jazz Band, formazione che ha collaborato con il meglio del jazz italiano: Paolo Fresu, Ettore Fioravanti, Achille Succi.

Jimmy Villotti – chitarra e voce
Paolo Mozzoni – batteria
Mirko Scarcia – contrabbasso

Musicista geniale, Jimmy Villotti ha attraversato trent’anni di musica senza subire nessun tipo di costrizione e proprio la scelta “assoluta” del jazz l’ha allontanato dai circuiti più commerciali. Negli ultimi dieci anni, ha scritto anche libri, nei quali ha raccontato se stesso e la sua Bologna. Il terzultimo, dall’originale titolo “Oringhen” – tipico intercalare di un personaggio del libro – si fregia delle illustrazioni di Sergio Staino e racconta l’arte del vivere la notte, del passare da locale a bar, da dancing a cortile, fino alle sale biliardi, sotto la spinta della spensieratezza, della voglia di ridere, della naturale comicità che scaturiva dagli incontri con i protagonisti del mondo della musica a Bologna negli anni ’60.

 

Per capire un personaggio come Jimmy Villotti occorre ascoltarlo dal vivo, sentirlo raccontare i suoi aneddoti di una vita come sideman, al fianco del meglio della musica italiana degli anni ’60 e ’70, quando i musicisti, eterni zingari a bordo di un treno, americanizzavano il proprio nome per sentirsi “fighi”… il problema è che “fighi” lo erano e lo sono veramente!  Jimmy è un nostro adoratissimo ospite: artista poliedrico conosciuto ai più per una canzone dedicatagli dal grande Paolo Conte, ma dagli amanti del jazz per i suoi sforzi perfettamente riusciti di perfezionismo tecnico.
Jimmy ha prestato la sua chitarra a Dalla e Guccini, a Morandi e alla Vanoni, agli Stadio e dal ’81 al ’91 è stato al fianco di Paolo Conte. Poi ha scelto la carriera solista buttandosi nel jazz, ma scrivendo anche numerosi libri, che trattano di musica e di vita di musicisti in maniera ironica e smaliziata.

Lo accompagna da sempre alla Cantina Paolo Mozzoni, fedele compagno di suoni e avventure (anche quella in mezzo alla neve proprio da noi). Paolo è l’energia musicale fatta persona: quando suona, è una cosa unica con la sua batteria e i suoi compagni di viaggio. Tantissime anche per lui le collaborazioni importanti: Hengel Gualdi, Teo Ciavarella, Flaco Biondini, Stefano Calzolari.

Per la prima volta con loro il contrabbassista Mirko Scarcia che fa parte della Union Jazz Band, formazione che ha collaborato con il meglio del jazz italiano: Paolo Fresu, Ettore Fioravanti, Achille Succi.

Jimmy Villotti – chitarra e voce
Paolo Mozzoni – batteria
Mirko Scarcia – contrabbasso